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Libero Mercato dell’Energia uno straca…

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Succede che anni fa mi telefona una gentil signorina per conto del gestore dell’energia tale (non dico quale, che tanto sono tutte uguali) promettendomi che, dando retta a lei, avrei detto addio alle bollette salasso che fino a quel momento avevano funestato il mio conto in banca. Che, oltre a risparmiare, avrei avuto un’unica bolletta lucegas e che, UAHU, quello era proprio il mio giorno fortunato, sissìggià.

Quindi, chissà per quale attacco di deficienza acuta, decisi di prestarmi all’affaire: le dissi, con gentilezza: “Prego, mi dica pure!”.

Ricordate: non fatelo MAI.

E, dato che ho fatto in modo di evitarvi questa TRAGGGEDIA, siate carini e sorbitevelo tutto, il racconto di questi maledetti 45 MINUTI DI CHIAMATA.

Nonostante mi trovassi in giro a pisciare il cane, ho tentato di registrare nella mia testolina le percentuali delle proporzioni di consumo metro quadro fratto gli enne kilowatt dedicati alla variabile boiler elevato al bosone di comesichiama di cui la gentile agente stava lodando vita, morte e miracoli. Mentre, tenere a mente, ero impegnata a raccogliere, con eleganza e disinvoltura, del cane gli aromatici frutti. Mi è pure sembrata un’offerta conveniente, ma forse devo dar colpa all’effetto stordimento da effluvio delle scorie canine di cui sopra in unione con lo sproloquio della mia amica televenditrice. Comunque.

Presa per sfinimento diedi il mio assenso all’apertura del miracoloso contratto.

Beh, ho detto di sì sperando di essermi guadagnata la fine della noiosissima conversazione. Macchè: mi mancava ancora la registrazione della mitica formula d’assenso per l’utilizzo ai fini commerciali dei dati sensibili raccolti eccetera eccetera. Una trovata pazzesca. Il sostituto della firma cartacea: dei gegni quelli del gestore dell’energia tale!

La signorina mi ha istruita ripetendomi 3-4 volte la perfetta successione delle risposte da dare alle domande del disco. Dice che non devo sbagliare. Dice di stare attenta. Dice, e mi mette pure l’ansia. Abbiamo fatto pure la prova, oh. E sono stata bravissima, che mi hanno promosso CLIENTE al primo colpo, grazie alle risposte si-no-si-si-si-no date alla tipa elettronica della teleintervista.

Ecco: io, da quel momento, dovevo sentirmi felice. Sì, avevo il contratto-fico-e-unico. O-H-Y-E-A-!

La tipa al telefono, vittoriosa dopo aver chiuso il suo contratto (e chi sono io per non accontentarla, porella, una che dedica la sua vita allo squallido call-center nel quale lavora, che per contratto -di lavoro intendo- avrà sì e no un co.co.coccodè che la obbliga a smaronare per ore perfetti sconosciuti). Avrà stappato una bottiglietta d’acqua gasata a mo’ di festeggiamento. Perché l’ha trovata la polla che c’è cascata. Perché il suo mini bonus-produzione (primo e ultimo) è riuscita a ficcarselo in sacoccia dopo millemila ore di telefonate inutili. Perché tutti i suoi colleghi la fisseranno invidiosi e increduli tipo: LEI, LA DEA DELLA TELEVENDITA, ‘sta stronza.

Vabbuò, chiusa lì. Non c’ho più pensato. Mi hanno perculato sì, ma io sono stata quasi contenta dell’aver compiuto la mia buona azione quotidiana, regalando un po’ di felicità al mio prossimo.

(Soprattutto se il mio prossimo ha su per giù la mia età, e indi per cui gli stessi problemi che il marchio PRECARIO ci regala ogni cazzo di giorno, generazione di merdah).

Tutto sembrava andare liscio. FINO AD OGGI.

Quando mi sono svegliata e, al quarto passo che ho fatto giù dal letto, occhi chiusi e bisogno immediato di un caffè, mi sono trovata con i piedi in una pozza d’acqua gelida. Che altro non era se non il fu ghiaccio del congelatore.

Salutando uno per uno tutti i Santi di Maggio, ho cercato a tentoni l’interruttore della luce: click. Buio. Riclick. Ribuio. A_A_A_R_G_H_!_!_!_!

Esco sul pianerottolo, do un occhio al contatore, intuisco il DISASTRO: m’hanno tajato ‘a luce!

Maccome, dico io. Ho pagato una follia di conguaglio mesi fa. Sono a posto pure col gas. Non ho nessunissima fattura lì, triste ad aspettarmi nell’angolo della bolletta abbandonata. E checcazzoésuccessoallora?

Telefono al servizioclientidelgestoredell’energiatale, e me ne sto in paziente attesa. Cercando di non pensare, tra l’altro, agli scatti da enneeuroalminuto che sto pagando.

Mi risponde un tipo simpatico, gli detto il mio numero di contratto e gli chiedo: EMBÉ?!! E lui: ma questo contratto sta per essere reciso! Il postino dice che non sa dove portare le bollette e così è da dicembre che non vi vengono consegnate. Siete MOROSI e vi hanno staccato la luce. Meno male che ha chiamato, altrimenti le tagliavano tutto definitivamente. Ah, bene.

Meno male che ha chiamato?!! Ma io vengo lì e ti verso in testa lo scorfano scongelato, con glassatura di gelato alla stracciatella sciolto, e decorazioni di prezzemolo ciancicato (pensare che l’avevo tagliato fine fine con tutto il mio amore). E… se guardo bene nel freezer qualcos’altro lo trovo. Per il tuo capo. Tipo un po’ di quella salsiccia sublime che sono andata fino in Valtellina, a comprarla. E che adesso va bene solo per essere legata intorno al collo di qualche meritevole. E poi cerco pure la stronza che ha così tanto insistito a farmi aprire il contratto con la vostra azienda di merdah. E le faccio lo shampoo con il latte e il succo d’ananas e la salsa di mia mamma, che sono giusto giusto reduci da un bel bagno turco di 15 ore dentro al frigo.

Il giovinastro continua con il suo monologo, senza saperne nulla delle mie divagazioni intorno allo scorfano, al gelato e al latte andato a male. Che sono una personcina a modo. Resisto strenuamente all’istinto di urlargli addosso il mio disappunto, fino alle di lui parole: Adesso le dico l’importo, lei lo va a pagare subito, mi manda un fax con la fotocopia del pagamento e noi, entro DOMANI A MEZZANOTTE le riattacchiamo la corrente! Sono… (pausa)… 57 Euro!

57 Euro?!

ABBELLOOOOOO, chi sei, scusa? Ah, il 18?!! Manco un nome c’hai? Evabbè, io mò ti mando una di quelle letterine che il cagotto te lo faccio venire senza l’aiuto dello scorfano marcio.

Aspettare fino a DOMANI A MEZZANOTTE? Macché scherziamo?VEDI DI RIATTACCARMI L’AMBARADAN SUBITO!

Che io fino a domani a mezzanotte con il moccolo stile Libro Cuore, senza telefono/ internet/ computer/ ipad/ lavatrice/ acqua calda nuncelapossofa?!!

Prima, però, fammi capire…

a. Le vostre bollette del metano mi vengono recapitate tutte e senza alcun problema al mio indirizzo

b. Non doveva essere un’unica bolletta luceegas?

c. Per quale motivo le bollette della corrente non me le consegnate insieme a quell’artre?

d. Mi avete rotto il cazzo per quasi un’ora, al telefono. Mi avete chiesto pure il recapito de mì nonna. Numero del cellulare e mail inclusa. E tu che fai? Mi stacchi la luce perché non sai come dirmi che non m’arrivano le bollette?!

Gente, la risposta è stata: “Sì, mica possiamo telefonare a tutti quelli che ci risultano MOROSI!

Apparte che io non sono morosa, cretino, io NON HO RICEVUTO LE BOLLETTE, che è un’altra cosa.

Ma soprattutto: per rompere i coglioni e fare i contratti, le telefonate le potete fare. E pare che abbiate pure un sacco di tempo a disposizione.

MAVAFFANCULOVA!

che con 57 euro hai voglia la carta igienica che ti ci puoi comprare…

 

ps. Dopo le velate minacce della qui presente, LA LUCE TORNÒ A SPLENDERE tempo mezz’ora. eccheccazzo.

 

 

 

 

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